Monti:liberalizzazioni per uscire dalla recessione

“Le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l’economia nazionale fuori dalla spirale recessiva e possibilmente, nel medio-lungo periodo, di allinearla ai ritmi di crescita dei partners europei e internazionali”. Lo si legge nel comunicato del cdm, disffuso oggi, dopo il varo del decreto liberalizzazioni.
Con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell’11%, i consumi dell’8% e i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull’occupazione.
“Analisi condotte dall’Ocse – si legge nella nota del Cdm diffusa oggi – evidenziano come l’adozione di misure di liberalizzazione che conducano a livelli di regolamentazione del settore dei servizi simili a quelli dei Paesi con i migliori standard produrrebbero una crescita significativa della produttività totale dei fattori nei settori che impiegano tali servizi quantificabile in oltre 10 punti percentuali. Altri studi sulla materia – prosegue la nota – indicano che con una riduzione delle rendite nel settore dei servizi a livello medio degli altri Paesi dell’euro si assocerebbe, nel medio periodo, a un aumento del prodotto dell’11%; il consumo privato e l’occupazione crescerebbero fino all’8%, gli investimenti del 18%, i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull’occupazione”.
“L’apertura al mercato, incidendo in modo diretto sulle politiche aziendali delle imprese (quelle di grandi dimensioni, ma anche quelle piccole) è in grado di determinare una sensibile riduzione dei prezzi, con vantaggi evidenti per i consumatori”.

Le liberalizzazioni sono sacrosante”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia al convegno della Fondazione Italcementi.”E’ tema fondamentale che finalmente e’ stato portato avanti – ha detto – Ci saranno gli strilli: lasciamoli strillare l’importante e’ che il governo vada avanti per questa strada”.
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Megavideo chiuso: riciclaggio e altre accuse

Chiuso Megaupload: ora cerca il rilancio

L’Fb ha chiuso Megaupload.com e Megavideo e ha condannato il fondatore, Kim Schmitz, e altri mezzi dello staff per diverse violazioni, tra cui pirateria e riciclaggio di denaro.

I due siti più famosi al mondo per scaricare film e musica e condividerli e scambiarli online, sono accusati di aver provocato 500 milioni di dollari di danni ai detentori di copyright. Molti internauti caricavano file protetti da copyright per poi diffondere il link per scaricarli su forum e blog.

Il fondatore, Kim Schmitz, e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi, altre due persone sono ricercate e  altre due risultano incriminate. La denuncia contro gli accusati era stata presentata il 5 gennaio scorso negli Stati Uniti; Schmitz, cittadino tedesco residente a Hong Kong e in Nuova Zelanda, è stato identificato come proprietario e unico azionista e rischia ora fino a 50 anni di carcere.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, Schmitz e altri sei collaboratori sono, infatti, responsabili di pirateria informatica massiccia su scala globale, la cui attività ha generato oltre 175 milioni di dollari di guadagni illeciti provocando oltre 500 milioni di dollari di danni ai proprietari delle opere protette.

Ma a poche ore dal sequestro, Megaupload sarebbe già pronto a tentare il rilancio sotto nuovo dominio: l’iniziativa è per ora catalogata da Chrome come ‘phishing’. Il sito si celerebbe dietro il nuovo dominio megavideo.bz e la dichiarazione di intenti è chiara fin dalla homepage, dove compare la scritta ‘Questo è il nuovo sito Megaupload! Stiamo lavorando per tornare nuovamente operativi’.

Ma questa prova tecnica potrebbe non andare a buon fine: sembra, infatti, difficile che a poco tempo dal sequestro attuato con forza, le autorità acconsentano al riavvio tanto solerte delle attività. Probabilmente, l’idea di un rilancio con un nuovo dominio è stata lanciata così presto sostenuta dal clamore del momento e dal supporto degli Anonymous, che potrebbero contribuire alla riuscita della nascita di questa novità.

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I paesi che cresceranno di piu nel 2012

L’Economist Intelligence Unit, una società di analisi e consulenza finanziaria di proprietà del gruppo editoriale del settimanale economico inglese The Economist, ha pubblicato le previsioni di quali saranno i paesi del mondo che registreranno la maggiore o la minore crescita economica nell’arco del 2012, calcolata in base alla variazione del prodotto interno lordo. La crescita maggiore (+23 per cento) si avrà in Libia, anche se gli analisti precisano che nel corso della guerra che ha portato alla fine di Gheddafi nel 2011 l’economia libica aveva sofferto moltissimo. Un altro paese ora ufficialmente non più in guerra, ma dalla situazione ancora incerta, come l’Iraq, è in quinta posizione (+10 per cento). Al secondo posto, con un +15 per cento, la Mongolia, in cui da mesi è in corso una forte crescita degli investimenti minerari. La Cina continua gli ottimi risultati economici degli ultimi anni, anche se leggermente ridimensionati a causa della crisi globale, ed è in decima posizione con una crescita del PIL intorno all’8%.

I risultati peggiori sono dei paesi europei, che occupano otto delle ultime dieci posizioni. Gli unici paesi non europei a entrare in classifica sono il Sudan, che a causa della secessione del Sud Sudan dello scorso luglio ha perso tre quarti delle sue riserve di petrolio e perderà anche l’8% circa del suo prodotto interno lordo, e lo Swaziland, governato da uno dei pochi monarchi assoluti rimasti nel mondo, re Mswati III. Le altre posizioni sono tutte dei paesi europei, con i risultati peggiori per i paesi più colpiti dalla crisi: la Grecia perderà oltre il 7% del PIL nel corso del 2012, il Portogallo il 4%, e Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna, Germania e Irlanda pochi decimi di punto percentuale.

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ECCO LE INTERCETTAZIONI DEL CALCIO-SCOMMESSE

1- MINACCE E RICATTI MINUTO PER MINUTO…
Antonio Massari e Malcom Pagani per “il Fatto Quotidiano”

Nella busta indirizzata in estate al procuratore di Cremona brilla, inesplosa, una cartuccia 7,65. “Un regalino dottore, ne faccia buon uso”. L’italiano è claudicante ma il testo della lettera anonima è chiaro: “Egregio Dottor Di Martino, ci meravigliamo di una persona come lei che come alcuni amici ci hanno riferito, è molto intelligente… Ma cosa pensa che continuando a interrogare e a scassare la minchia, trova il tesoro? Ma ci ha parlato con Palazzi? È cosciente di cosa può succedere se vengono disgraziatamente fuori i nomi dei vertici dell’organizzazione? Oppure pensa che alla sua venerabile età gli faranno fare un gran salto di carriera… Infangate come da accordi tutto altrimenti il salto lo farà, ma da dove lo scoprirà dopo. Comunichi a Palazzi lui ci farà sapere con i mezzi che sa”.

PELLISSIER GetContent asp jpegPELLISSIER GetContent asp jpegSei mesi fa il clima era questo. Rischia di peggiorare. Il calcio-scommesse che viaggia via Internet, dorme negli stessi alberghi dei calciatori e stende la diossina dei suoi molti comprimari di retroguardia sull’intero territorio nazionale ha inquinato definitivamente il quadro. Si scommetteva. In Serie A e nei campionati minori.

Dai primi interrogatori degli indagati, esce un cattivo odore di deja-vù, con i piani alti del sistema impegnati a minimizzare e la netta sensazione che senza la collaborazione di chi sa più di quel che racconta, per legare squadre, nomi di primo piano e combine, non basterà l’ubicazione di una cella telefonica.

la talpa stefania ginesio articlela talpa stefania ginesio article “FACCIO SALTARE TUTTO, FACCIO IL TALK SHOW”

Al telefono, i protagonisti della storia rivendicano il doppio binario. La necessaria omertà da scalfire solo nel caso in cui non si riceva l’atteso aiuto. La scontata protezione di un universo abituato a lavare i panni al chiuso di uno spogliatoio. Mauro Bressan, ex centrocampista del Como e della Fiorentina, in stretto contatto con una delle centrali del vizio, il gruppo degli “zingari”, ad esempio.

IL RIGORE DI DONI GetContent asp jpegIL RIGORE DI DONI GetContent asp jpegIl 3 agosto 2011 parla con l’ex ala del Pescara di Galeone, Ivan Tisci. Scommettitori accaniti. Gente che sa. Bressan è furibondo per l’interrogatorio di un altro tassello chiave della vicenda, Micolucci dell’Ascoli, quello che ha “parlato” del pareggio concordato con l’Atalanta di Doni, occupando i giornali di luglio con l’etichetta di “Primo pentito” dello scandalo. Bressan : “Oh, io vado… vado a aprire un bagno te lo dico subito e chiudo con il calcio, anzi adesso scrivo un libro che faccio saltare tutto, tutti faccio saltare”.

Tisci: “Che ti hanno chiesto?”
Bressan: “Cinque anni più radiazione”. (…)
Tisci: “Che schifo… oh però che schifo ragazzi, è veramente uno schifo.
Bressan: “Cioè se viene fuori questa roba me la canto proprio, vado a fare il talk show, vedrai, tanto squalificato per squalificato dico veramente tutto… tutti contro tutti, dico tutto”.

CANNAVARO E BUFFON GetContent asp jpegCANNAVARO E BUFFON GetContent asp jpegSARTOR, I PASSAPORTI, TOMMASI E CONTI

Secondo gli inquirenti, Gigi Sartor, ex terzino destro di Vicenza, Roma, Parma, Inter e nazionale era uno dei contabili. Il raccordo, come si legge nell’ordinanza, tra il gruppo di scommettitori bolognesi di cui avrebbe fatto parte Beppe Signori e gli indonesiani: “Kheng Hock Pho è entrato in contatto con il Sartor con la specifica finalità di avviare contatti e/o definire accordi con il gruppo dei bolognesi riconducibile al noto Signori Giuseppe e allo stesso Sartor in ordine a scommesse illecite da far confluire sui siti asiatici”. Sartor ha viaggiato in Asia e ha mantenuto buoni contatti con il calcio di Serie A. Con nomi che letti oggi, uniscono due mondi apparentemente inconciliabili.

IL PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZIIL PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZIL’8 settembre 2011 Sartor colloquia con suo padre. papà Sartor: “Ma tu avevi un interessamento (…) non so, in oriente….
Sartor: “Sì… io portavo dei giocatori papà (…) io sono andato là perché dovevo firmare per andare a giocare là.. okay? (…) poi… una… persona… portavo giù dei giocatori, poi però ho chiamato Tommy Tommasi e Tommasi ha una società in Cina…

(Presumibilmente si fa il nome di Damiano Tommasi, ex pilastro della Roma che in Cina giocò, ndr) e mi ha detto… e mi ha detto, stai attento perché devi fare l’esame delle ossa ai giocatori perchè in Cina hanno due o tre passaporti diversi, documenti diversi… io ne ho portato giù uno alla Roma… poi ho chiamato Bruno Conti e gli ho detto… senti dai un’occhiata perché questo mi dicono che ha tre passaporti… quindi è un affare complicato papà…

papà Sartor: “Sì, sì, va ben… va ben basta che tu non ti cacci nei guai Gigi…”
Sartor: “Papà, io mi sono sempre cacciato nei guai… Eh, va beh… dai ho sempre pagato io, non ti ho mai fatto pagare…”.

Mauro BressanMauro BressanSERGIO PELLISSIER, OMBRE SUL CHIEVO
Evocata da scommettitori come Massimo Erodiani e dall’ex calciatore del Bari Antonio Bellavista, la squadra veronese del Chievo e il nome del suo capitano Sergio Pellissier tornano spesso nelle carte dell’inchiesta. Secondo il gip Guido Salvini “Pellissier è indicato in vari interrogatori come il compartecipe alla manipolazione di partite in cui è impegnata la sua squadra”.

Luigi SartorLuigi SartorSi parla di Napoli-Chievo, di Inter-Chievo e di Bari-Chievo. Agli atti, oltre a una cena organizzata per il 12 ottobre 2011 e saltata all’ultimo istante tra Antonio Benfenati, il socio di Doni nello stabilimento balneare”I figli del sole” di Cervia, un pregiudicato per associazione a delinquere, Nicola De Tullio e Pellissier con messaggio inviato da Benfenati a quest’ultimo: “Rinviato appuntamento a mercoledì prossimo, il mio amico ha problemi di lavoro e non può muoversi”, anche una telefonata sospetta in cui Pellissier discute con un anonimo non ancora identificato dal fortissimo accento meridionale.

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Fitch taglia il rating di Unicredit e mette sotto sorveglianza negativa altre sette banche

Fitch ha tagliato il rating a lungo termine di Unicredit a “A-” da “A”, quello a breve termine a “F2″ da “F1″ e il rating di sostenibilità a “a-” da “a”. Tutti i rating restano in Rating Watch Negativo. La riduzione del rating riflette il taglio al giudizio sul debito sovrano della Repubblica italiana ed è in linea con altre banche italiane che hanno attualmente rating nell’area “A”.

L’agenzia ha inoltre posto in “rating watch negativo” (Rwn) il rating a lungo termine e il rating di sostenibilità di 7 banche italiane. La decisione segue il Rwn sul debito a lungo termine sull’Italia, deciso il 16 dicembre scorso. Fitch si aspetta di risolvere il Rwn una volta risolto quello sul debito sovrano italiano. I gruppi bancari coinvolti sono Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Sondrio, Banco di Desio e della Brianza, Banco Popolare, Iccrea Holding, Intesa Sanpaolo e Ubi Banca.
L’agenzia di rating ha posto in Rwn anche 8 banche spagnole e ha rivisto l’outlook ponendolo in negativo per quattro banche francesi.

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Addio anzianita’ nel 2018, serve riforma lavoro

La riforma delle pensioni ha un ”respiro di lungo termine” in modo che gli italiani non ne debbano avere altre nei prossimi anni. Lo ha detto il ministro del Welfare Elsa Fornero nel corso di una audizione alla Camera. Fornero ha sottolineato come il blocco della rivalutazione delle pensioni in essere superiori a due volte il minimo rispetto all’inflazione per i prossimi due anni sia una medicina ”amara” ma come questo sia ”il riflesso della difficolta’ finanziaria”.

Dal 2018 non dovrebbe’ piu’ essere possibile andare in pensione anticipata rispetto all’eta’ di vecchiaia, ha aggiunto il ministro spiegando che in quella data dovrebbe concludersi la transizione e non dovrebbe piu’ essere possibile andare in pensione di anzianita’. ”Nel 2018 – ha detto Fornero conversando con i giornalisti al termine dell’audizione – le pensioni di anzianita’ non saranno ghigliottinate. Pero’ vanno a morire. Quando ci sara’ solo il sistema contributivo varra’ solo l’eta’ minima per l’accesso al pensionamento”. Sul testo del decreto della manovra correttiva ”non c’e’ una norma di legge per la quale le pensioni di anzianita’ scompariranno” ma questa sara’ una naturale conseguenza della riforma. La riforma prevede che si possa uscire in anticipo rispetto all’eta’ di vecchiaia con almeno 42 anni e un mese di contributi se uomo e 41 se donna La riforma della previdenza e’ stata la parte ”piu’ facile” del lavoro mentre quella piu’ difficile sara’ la riforma del mercato del lavoro che e’ il pezzo mancante e sorregge questo impianto. Un mercato del lavoro piu’ flessibile – ha spiegato- ha bisogno di ammortizzatori sociali. Questo richiede risorse. Dobbiamo puntare alla crescita”. La riforma punta tutto, e fallira’ se non sara’ cosi’, su un nuovo mercato del lavoro che funziona bene e che da’ occupazione a un maggior numero di persone, ha concluso.

DONNE AUTONOME IN VECCHIAIA 63 ANNI E MEZZO IN 2012 - Le lavoratrici autonome andranno in pensione di vecchiaia a 63 anni e sei mesi a partire dal 2012. Lo prevede il testo definitivo della manovra correttiva del Governo. Le lavoratrici autonome vanno un anno e mezzo piu’ tardi delle dipendenti che andranno a 62 anni nel 2012.
PENALIZZAZIONI PER CHI ESCE PRIMA 62 ANNI – Per disincentivare i lavoratori rispetto alla decisione di andare in pensione in anticipo rispetto all’eta’ di vecchiaia il Governo ha previsto a partire dal 2012 una penalizzazione del 2% sulla quota retributiva per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni. Lo si legge nel testo definitivo della manovra correttiva approvata dal Governo. Possono andare in pensione anticipata rispetto all’eta’ di vecchiaia gli uomini che dal 2012 avranno almeno 42 anni e un mese di contributi e le donne che hanno accumulato sempre a partire dal 2012 almeno 41 anni e un mese di contributi.
DONNE DIPENDENTI IN VECCHIAIA 63 ANNI MEZZO IN 2014 – L’eta’ necessaria ad andare in pensione di vecchiaia per le donne dipendenti del settore privato sara’ di 62 anni nel 2012 per poi passare a 63 anni e mezzo dal primo gennaio 2014 e a 65 anni il primo gennaio 2016. E’ quanto prevede il testo definitivo della manovra correttiva del Governo. Il requisito di eta’ per la pensione di vecchiaia delle donne dipendenti passa a 66 anni nel 2018, lo stesso requisito degli uomini e delle donne dipendenti pubbliche. Per le lavoratrici autonome la pensione di vecchiaia si otterra’ a 63 anni e mezzo nel 2012, a 64 anni e mezzo a partire dal 2014, a 65 anni e mezzo nel 2016 e a 66 anni nel 2018
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Banche svizzere per accordo con Italia

GINEVRA, 22 NOV – Le banche svizzere ritengono auspicabile la conclusione di accordi fiscali tra la Confederazione elvetica ed altri Paesi europei, Italia inclusa, sul modello delle intese sulla doppia imposizioni raggiunti con Germania e Regno Unito. Con il nuovo governo ”si e’ forse creata una nuova situazione in Italia”, ha osservato oggi Claude-Alain Margelisch, Ceo dell’ Associazione svizzera dei banchieri.

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Cina: aumenta la violenza sulle donne

Un quarto delle donne cinesi ha subito violenza da parte dei mariti. Lo rivela una ricerca condotta congiuntamente dalla Federazione delle donne cinesi e dall’Istituto Nazionale di Statistica. Lo studio e’ stato effettuato su un campione di 105.573 persone dai 18 anni in su e su un campione di 20.405 adolescenti tra i 10 e i 17 anni.

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iPhone 4s ,veduti 4 mln in una settimana

Sono stati venduti oltre 4 milioni di iPhone 4s in questo primo fine settimana . Lo comunica la Apple.Il nuovo smartphone di Cupertino, il primo del dopo Steve Jobs, e’ stato lanciato in Usa e altri cinque paesi venerdi’ 14 ottobre, sara’ in Italia e altre 22 nazioni il 28 Ottobre.”E’ il numero piu’ elevato di sempre per un telefono e oltre il doppio rispetto ai primi tre giorni dal lancio dell’iPhone 4”, ha detto Philip Schiller, Senior Vice President del Worldwide Product Marketing in Apple.

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Panahi condannato

Confermata la sentenza a 6 anni di carcere e il divieto di regia per almeno 20 anniLappello conferma la condanna di Jafar Panahi, cineasta iraniano. La precedente sentenza, dello scorso dicembre, stata dunque ribadita . Accusato di aver condotto attivit contro la sicurezza nazionale e di propaganda contro il regime, il regista non potr pi svolgere la sua attivit n in Iran n allestero per almeno 20 anni.

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