1- MINACCE E RICATTI MINUTO PER MINUTO…
Antonio Massari e Malcom Pagani per “il Fatto Quotidiano”
Nella busta indirizzata in estate al procuratore di Cremona brilla, inesplosa, una cartuccia 7,65. “Un regalino dottore, ne faccia buon uso”. L’italiano è claudicante ma il testo della lettera anonima è chiaro: “Egregio Dottor Di Martino, ci meravigliamo di una persona come lei che come alcuni amici ci hanno riferito, è molto intelligente… Ma cosa pensa che continuando a interrogare e a scassare la minchia, trova il tesoro? Ma ci ha parlato con Palazzi? È cosciente di cosa può succedere se vengono disgraziatamente fuori i nomi dei vertici dell’organizzazione? Oppure pensa che alla sua venerabile età gli faranno fare un gran salto di carriera… Infangate come da accordi tutto altrimenti il salto lo farà, ma da dove lo scoprirà dopo. Comunichi a Palazzi lui ci farà sapere con i mezzi che sa”.
PELLISSIER GetContent asp jpegSei mesi fa il clima era questo. Rischia di peggiorare. Il calcio-scommesse che viaggia via Internet, dorme negli stessi alberghi dei calciatori e stende la diossina dei suoi molti comprimari di retroguardia sull’intero territorio nazionale ha inquinato definitivamente il quadro. Si scommetteva. In Serie A e nei campionati minori.
Dai primi interrogatori degli indagati, esce un cattivo odore di deja-vù, con i piani alti del sistema impegnati a minimizzare e la netta sensazione che senza la collaborazione di chi sa più di quel che racconta, per legare squadre, nomi di primo piano e combine, non basterà l’ubicazione di una cella telefonica.
la talpa stefania ginesio article “FACCIO SALTARE TUTTO, FACCIO IL TALK SHOW”
Al telefono, i protagonisti della storia rivendicano il doppio binario. La necessaria omertà da scalfire solo nel caso in cui non si riceva l’atteso aiuto. La scontata protezione di un universo abituato a lavare i panni al chiuso di uno spogliatoio. Mauro Bressan, ex centrocampista del Como e della Fiorentina, in stretto contatto con una delle centrali del vizio, il gruppo degli “zingari”, ad esempio.
IL RIGORE DI DONI GetContent asp jpegIl 3 agosto 2011 parla con l’ex ala del Pescara di Galeone, Ivan Tisci. Scommettitori accaniti. Gente che sa. Bressan è furibondo per l’interrogatorio di un altro tassello chiave della vicenda, Micolucci dell’Ascoli, quello che ha “parlato” del pareggio concordato con l’Atalanta di Doni, occupando i giornali di luglio con l’etichetta di “Primo pentito” dello scandalo. Bressan : “Oh, io vado… vado a aprire un bagno te lo dico subito e chiudo con il calcio, anzi adesso scrivo un libro che faccio saltare tutto, tutti faccio saltare”.
Tisci: “Che ti hanno chiesto?”
Bressan: “Cinque anni più radiazione”. (…)
Tisci: “Che schifo… oh però che schifo ragazzi, è veramente uno schifo.
Bressan: “Cioè se viene fuori questa roba me la canto proprio, vado a fare il talk show, vedrai, tanto squalificato per squalificato dico veramente tutto… tutti contro tutti, dico tutto”.
CANNAVARO E BUFFON GetContent asp jpegSARTOR, I PASSAPORTI, TOMMASI E CONTI
Secondo gli inquirenti, Gigi Sartor, ex terzino destro di Vicenza, Roma, Parma, Inter e nazionale era uno dei contabili. Il raccordo, come si legge nell’ordinanza, tra il gruppo di scommettitori bolognesi di cui avrebbe fatto parte Beppe Signori e gli indonesiani: “Kheng Hock Pho è entrato in contatto con il Sartor con la specifica finalità di avviare contatti e/o definire accordi con il gruppo dei bolognesi riconducibile al noto Signori Giuseppe e allo stesso Sartor in ordine a scommesse illecite da far confluire sui siti asiatici”. Sartor ha viaggiato in Asia e ha mantenuto buoni contatti con il calcio di Serie A. Con nomi che letti oggi, uniscono due mondi apparentemente inconciliabili.
IL PROCURATORE FEDERALE STEFANO PALAZZIL’8 settembre 2011 Sartor colloquia con suo padre. papà Sartor: “Ma tu avevi un interessamento (…) non so, in oriente….
Sartor: “Sì… io portavo dei giocatori papà (…) io sono andato là perché dovevo firmare per andare a giocare là.. okay? (…) poi… una… persona… portavo giù dei giocatori, poi però ho chiamato Tommy Tommasi e Tommasi ha una società in Cina…
(Presumibilmente si fa il nome di Damiano Tommasi, ex pilastro della Roma che in Cina giocò, ndr) e mi ha detto… e mi ha detto, stai attento perché devi fare l’esame delle ossa ai giocatori perchè in Cina hanno due o tre passaporti diversi, documenti diversi… io ne ho portato giù uno alla Roma… poi ho chiamato Bruno Conti e gli ho detto… senti dai un’occhiata perché questo mi dicono che ha tre passaporti… quindi è un affare complicato papà…
papà Sartor: “Sì, sì, va ben… va ben basta che tu non ti cacci nei guai Gigi…”
Sartor: “Papà, io mi sono sempre cacciato nei guai… Eh, va beh… dai ho sempre pagato io, non ti ho mai fatto pagare…”.
Mauro BressanSERGIO PELLISSIER, OMBRE SUL CHIEVO
Evocata da scommettitori come Massimo Erodiani e dall’ex calciatore del Bari Antonio Bellavista, la squadra veronese del Chievo e il nome del suo capitano Sergio Pellissier tornano spesso nelle carte dell’inchiesta. Secondo il gip Guido Salvini “Pellissier è indicato in vari interrogatori come il compartecipe alla manipolazione di partite in cui è impegnata la sua squadra”.
Luigi SartorSi parla di Napoli-Chievo, di Inter-Chievo e di Bari-Chievo. Agli atti, oltre a una cena organizzata per il 12 ottobre 2011 e saltata all’ultimo istante tra Antonio Benfenati, il socio di Doni nello stabilimento balneare”I figli del sole” di Cervia, un pregiudicato per associazione a delinquere, Nicola De Tullio e Pellissier con messaggio inviato da Benfenati a quest’ultimo: “Rinviato appuntamento a mercoledì prossimo, il mio amico ha problemi di lavoro e non può muoversi”, anche una telefonata sospetta in cui Pellissier discute con un anonimo non ancora identificato dal fortissimo accento meridionale.
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